<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>La buona editoria</description><title>Thisisnotpaper</title><generator>Tumblr (3.0; @thisisnotpaper)</generator><link>http://www.thisisnotpaper.it/</link><item><title>San Rocco è una rivista nata dallo scambio di idee di un gruppo...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/e8825a9c4d073d3233a7683bca16083d/tumblr_mmvq6e7ft41qefmq9o1_r1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.sanrocco.info/" target="_blank"&gt;San Rocco&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è una rivista nata dallo scambio di idee di un gruppo di architetti. Un giorno, di comune accordo, hanno deciso di fondare un magazine sull’architettura che non trova posto nelle riviste istituzionali. I fondatori conoscono bene le dinamiche spesso troppo ingessate che ruotano attorno alla scelta tematica delle grandi testate. Da qui l’esigenza di creare un luogo aperto, dando la possibilità a chiunque di poter raccontare il proprio modo di fruire gli spazi e di averne un’opinione. Ma non solo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="San Rocco" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/sanrocco4.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ogni numero è articolato in contributi arrivati in risposta ad una &lt;em&gt;Call for paper&lt;/em&gt; aperta sul sito e sulla quarta di copertina del numero precedente, dando anima alle 200 pagine di testo. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;San Rocco&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; acquista, così, un aspetto multidisciplinare, capace di parlare anche a chi di architettura non se ne intende.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="San Rocco" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/sanrocco3.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="San Rocco" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/sanrocco2.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La strada intrapresa è quella della pubblicazione autonoma, che si affianca ad una realtà lavorativa stabile e che fa leva sulla passione, sull’interesse e sulla determinazione per creare percorsi alternativi di forte soddisfazione personale. In questo clima le competenze messe in gioco sono molteplici - nessuno si occupa solo di un aspetto - ma la collaborazione e l’intraprendenza portano al consolidarsi di nuove attitudini che rendono l’esperienza editoriale autofinanziata una tappa da tenere in considerazione, come racconta Giovanna Silva, tra i fondatori del magazine:&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Credo non abbia più senso per le persone della nostra generazione rivolgersi alle riviste dalle grandi testate. Come consumatori e produttori ci rivolgiamo a riviste sempre più particolari dal punto di vista del contenuto e del formato. Spero che questo nuovo modello possa incidere sul sistema economico però credo sia molto difficile. L’elemento innovativo di questo fenomeno è l’assoluta indipendenza dal mercato: essendo costituite da persone che sono motivate dalla passione, non c’è assolutamente nessun tipo di costrizione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;&lt;img alt="San Rocco" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/sanrocco6.jpg"/&gt;&lt;em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Collaborations, i&lt;/em&gt;l numero 6, appena uscito, riflette sull’importanza del condividere, del dare e ricevere non sempre e solo in maniera sincronica ma esplorandone modalità, organizzazione e possibilità.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="San Rocco" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/sanrocco1.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Logo Puntifermi" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/logo_rid.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;br/&gt;Puntifermi&lt;/em&gt; è una rubrica a cura di Sara Giubelli. I racconti e le dichiarazioni degli autori sono tratte da&lt;em&gt; Editoria indipendente e autoproduzione odierna in Italia&lt;/em&gt;, tesi di laurea in Design della Comunicazione, Università IUAV di Venezia, 2013.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/50564864205</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/50564864205</guid><pubDate>Thu, 16 May 2013 09:58:00 +0200</pubDate><category>Puntifermi</category><category>Focus</category><category>Magazines</category></item><item><title>Cosa fanno gli italiani a mezzogiorno? Mangiano. Nasce da questa...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/3c320d40421cc62a8baa87d432d4fde4/tumblr_mmr0nhYIBv1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cosa fanno gli italiani a mezzogiorno? Mangiano.&lt;/em&gt; Nasce da questa intuizione (!) di Corrado, nel 1982, &lt;em&gt;Il pranzo è servito&lt;/em&gt;, programma di punta di Canale 5 in forma di quiz sulle abitudini alimentari dei telespettatori. Basta citare un paio di dati per ammutolire qualsiasi detrattore: 2481 puntate registrate in oltre dieci anni di messa in onda. Ascolti stellari da far invidia al Festival di Sanremo di Fabio Fazio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="La Cuisine" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/cuisine2.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non so in che misura &lt;em&gt;Il pranzo è servito&lt;/em&gt; abbia ispirato &lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Cuisine&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, pubblicazione fotografica di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://cargocollective.com/electroplasticbox" target="_blank"&gt;Riccardo Nava&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ma l’averlo piazzato in copertina ha, di certo, un peso specifico. Se nel quiz a premi il cibo è solo un pretesto - le portate restano parole inscritte in un tabellone - nel libro è l’elemento-chiave sul quale si gioca l’intera sequenza fotografica: una carrellata di primi, secondi, contorni e dessert, immortalati un istante prima di essere divorati. Le fotografie dell’autore, dirette e senza fronzoli, mostrano i piatti nella loro cruda realtà, privi dell’aura che circonda il cibo nel panorama visivo contemporaneo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="La Cuisine" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/cuisine1.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Cuisine&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è una produzione &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://aalphabet.tumblr.com/" target="_blank"&gt;Aalphabet.&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; in edizione limitata, disponibile online e da Motto, a Berlino. Sold out le prime quindici copie.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="La Cuisine" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/cuisine3.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/50414093578</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/50414093578</guid><pubDate>Tue, 14 May 2013 13:30:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Books</category></item><item><title>Occhi puntati sulla fotografia a Milano da oggi fino al 12...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/828a2d927eed6f0cc9a0053d50a07e1e/tumblr_mmkovhWWyi1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Occhi puntati sulla fotografia a Milano da oggi fino al 12 maggio con &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.miafair.it/" target="_blank"&gt;MIA - Milan Image Art Fair&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; da Superstudio Più. Nella cornice della fiera una specifica sezione, a cura del duo curatoriale &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.treterzi.org/blog/" target="_blank"&gt;3/3&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, è dedicata all’editoria e al formato libro. &lt;br/&gt;Accanto a un’ampia selezione di editori e librerie specializzate - con un’attenzione particolare al panorama indipendente - la sezione include un focus sull’Olanda, la mostra di &lt;em&gt;Photobook Dummy Award&lt;/em&gt; con i 50 libri finalisti e tre incontri pubblici che riuniscono attorno a un tavolo professionisti come Marcel Feil, direttore di Foam e Giorgio Maffei, coinvolto in una conferenza sul legame tra collezionismo ed editoria di ricerca.&lt;br/&gt;Thisisnotpaper suggerisce una visita attenta nel basement, area centrale sottostante il padiglione 4 della fiera, che connette situazioni e progetti editoriali come 0_100 Editions, Aalphabet, Le Caillou Bleau, Mörel Books, Quodlibet, Talkinass.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Photo Book Dummy Award" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/33_1.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/50077693310</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/50077693310</guid><pubDate>Fri, 10 May 2013 10:20:00 +0200</pubDate><category>News</category><category>Books</category></item><item><title>Monitorare il panorama dell’illustrazione per...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/9170a25bb45dccbaeaf53a29abeed05b/tumblr_mmeytce5IE1qefmq9o1_r2_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Monitorare il panorama dell’illustrazione per l’infanzia e dare l’opportunità a un emergente di collaborare con una casa editrice, stringendo un contratto tra le mani e pubblicando un libro.&lt;br/&gt; Queste le motivazioni alla base di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.kiteedizioni.it/Sito/news/256-concorso-best-book-2013.html" target="_blank"&gt;Best Book&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, prima edizione di un concorso per illustratori dai 30 anni in giù, ideato da &lt;em&gt;Kite edizioni&lt;/em&gt; in collaborazione con l’autore &lt;em&gt;Davide Calì&lt;/em&gt;. &lt;br/&gt;Per partecipare raccogliete in un documento dieci tavole prodotte con uno stile unico, omogeneo, preciso. Aggiungete una breve biografia con link al vostro sito o blog e il gioco è fatto. Il book, in formato pdf, va spedito entro il 31 agosto 2013 all’indirizzo &lt;em&gt;bestbookcontest@gmail.com&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Best Book 2013" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/best_book_l2.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel mese di ottobre sarà reso pubblico il vincitore, subito coinvolto in un progetto di libro illustrato, pubblicato da Kite e scritto da Calì che, in un’intervista a &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.frizzifrizzi.it/2013/04/19/concorso-best-book-prima-edizione-2013/" target="_blank"&gt;Frizzifrizzi&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dichiara:&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Penso che in troppi illustratori dimentichino che i libri illustrati non sono solo raccolte di bei disegni ma progetti complessi. Ogni editore è peculiare, nelle sue scelte, ed è inutile spedire il proprio lavoro in giro a caso. (…) Presentarsi a un editore o a un autore con il proprio book deve essere come presentarsi al provino per suonare coi Black Sabbath. Devi saper fare tutti i loro pezzi e saperli fare bene. Non basta saper suonare. Devi saper suonare i Black Sabbath.&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;Bene, poi non dite che non vi abbiamo avvisato.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/49852771573</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/49852771573</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 15:18:00 +0200</pubDate><category>News</category><category>Books</category></item><item><title>Un lunedì di primavera, un artista visivo, una curatrice, un...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/8fde44dd4a75c06034bceea4695e0843/tumblr_mm4ctubdgl1qefmq9o1_r2_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Un lunedì di primavera, un artista visivo, una curatrice, un grafico. Soprattutto, un’idea. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.b-a-l-l-o-o-n.it/" target="_blank"&gt;Balloon&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; nasce ad aprile 2012 in Sicilia come osservatorio sul contemporaneo e strumento per costruire progetti curatoriali e culturali, edizioni, relazioni a partire dal contesto locale. &lt;br/&gt;Thisisnotpaper incontra il collettivo in occasione del primo compleanno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Balloon" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/balloon-1.jpg"/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;365 giorni di attività: facciamo il&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt; punto?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Ad un anno dal lancio siamo felici dei risultati ottenuti perchè hanno superato di gran lunga le aspettative. Attraverso le tre sezioni di Balloon - comunicazione, curatela di progetti d’arte contemporanea e microeditoria - abbiamo creato una rete con molte istituzioni locali e dialogato con artisti, curatori, direttori di fondazioni e musei, galleristi nazionali e internazionali. Un primo piccolo passo verso la ricognizione sullo stato dell’arte contemporanea è stato fatto. Siamo, però, consapevoli che la strada da percorrere sia in salita, ma questo non ci spaventa.  Spesso, abbiamo parlato di Balloon come di un palloncino, di una mongolfiera, come qualcosa che quando viene riempito d’aria o gas si alza in alto e vola sopra tutto e tutti. Balloon vuole spiccare il volo e, per farlo, intende “riempirsi” di contenuti sempre più glocali così da abbattere le distanze geografiche e mentali.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Ballon" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/balloon-3.jpg"/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Siete un team curatoriale. Come nascono e si sviluppano i progetti espositivi e le edizioni B-publishing?&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;&lt;br/&gt;Siamo un collettivo eterogeneo: &lt;em&gt;Giuseppe Mendolia Calella&lt;/em&gt;, oltre ad essere un artista, è il nostro frontman e si occupa delle pubbliche relazioni; &lt;em&gt;Valentina Lucia Barbagallo&lt;/em&gt; è una curatrice indipendente che s’impegna a trovare spazi e collaborazioni nazionali e internazionali e, insieme a Giuseppe, si occupa della comunicazione; &lt;em&gt;Fabrizio Cosenza&lt;/em&gt; è il grafico e l’anima di B-publishing. Questi sono i fondatori ma Balloon non sarebbe stato lo stesso senza i contributors Salvatore Davì e Maria Giovanna Virga che collaborano con noi fin dall’inizio, ora affiancati da Cristina Costanzo e Giulia Crisci. Tutti partecipano attivamente a Balloon proponendo contenuti per il sito e progetti. &lt;br/&gt;A proposito dei progetti curatoriali, tutti nascono dalla voglia di tessere nuove relazioni. Spesso organizziamo delle mostre collettive in cui analizziamo le dinamiche relazionali dell’arte oppure riflettiamo su alcuni stereotipi, ad esempio il white cube. &lt;br/&gt;B-publishing, invece, vive dei contributi visivi di artisti e collettivi curatoriali. A volte siamo noi ad invitarli a fare una proposta, altre volte si autocandidano, raccontandoci la loro ricerca e la voglia di veicolarla attraverso le nostre edizioni. Sono gli stessi artisti e curatori a selezionare le immagini con cui intendono presentare il loro lavoro. Poi, insieme a Fabrizio, studiano un progetto grafico che possa valorizzarlo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cosa unisce le edizioni finora pubblicate e in cosa si differenziano una dall’altra?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;Tiratura limitata, progetto grafico studiato ad hoc da Fabrizio Cosenza e dall’artista coinvolto, l’idea di realizzare delle edizioni che siano più assimilabili a libri d’artista piuttosto che a cataloghi tradizionali di documentazione di una mostra o di una ricerca artistica: queste sono le analogie tra le sette pubblicazioni B-publishing fino ad ora realizzate. Le differenze? I contenuti, gli artisti e i curatori coinvolti, il fatto che le prime edizioni siano nate più come dei quaderni/fanzine e le ultime si presentino più come dei libri. In alcune sono presenti solo immagini, in altre testi e immagini sono equamente distribuiti. In tutte quello che emerge è la sinergia tra aspetto grafico e aspetto artistico, tra fattori tecnici e fattori umani. In generale, quando ci occupiamo dei progetti legati alla curatela, alla comunicazione e alla microeditoria indipendente ciò che risulta davvero interessante e affascinante sono i backstage, i brainstorming, il confronto, la ricerca: sono aspetti che vengono sintetizzati a posteriori nel  prodotto finale ma, in realtà, costituiscono la fetta più consistente del nostro lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Ballon" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/balloon-2.jpg"/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Futuro prossimo?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Il futuro prossimo ci vede sempre più impegnati a fare e a fare bene. Entro il 2013 realizzeremo una residenza presso Farm Cultural Park di Favara e tra il 2013 e il 2014 il progetto Convivium-Cina. E ancora mostre, interviste, recensioni, altre edizioni B-publishing e poi chissà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Ballon" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/balloon-4.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Ballon" src="http://tinparchivioimmagini.files.wordpress.com/2013/05/balloon-5.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/49433311635</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/49433311635</guid><pubDate>Thu, 02 May 2013 14:30:00 +0200</pubDate><category>Interviews</category><category>Researches</category><category>Books</category></item><item><title>Puntifermi è la nuova rubrica di Thisisnotpaper a cura di Sara...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/9adbf1617c49d00e9a874c4b401526f7/tumblr_mm0o6or7JN1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Puntifermi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è la nuova rubrica di Thisisnotpaper a cura di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sara Giubelli&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt; Sara vive a Ferrara, si laurea in Design alla NABA di Milano e continua il percorso di studio allo IUAV di Venezia, specialistica in Comunicazioni visive e multimediali. È convinta che la carta sia uno spazio bidimensionale capace di raccontare storie, sempre diverse.&lt;br/&gt;Buona lettura.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;─&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;Un tempo il nostro ambiente era pieno di cose, oggi invece è pieno di informazioni&lt;/em&gt; scrive Mieke Gerritzen nel catalogo di &lt;em&gt;Graphic design Worlds/Words&lt;/em&gt;, mostra tenutasi alla Triennale di Milano nel 2011. Siamo bombardati d’informazioni, di riferimenti visivi, di lettere ed immagini, e risulta sempre più difficile capire cosa ci interessa approfondire. Così si presenta anche il mondo dell’editoria oggi, una nebulosa in cui si riscoprono valori come materialità, sperimentazione, ritorno all’artigianato ma che, proprio perché si presentano all’unisono, rischiano di creare confusione e di cadere nel dimenticatoio visivo.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Puntifermi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; riunirà alcune riflessioni nate durante lo sviluppo della mia tesi di laurea specialistica, tesi che tenta di capire cosa sta accadendo nel mondo dell’editoria indipendente, del self publishing. La rubrica incanalerà gli input che mi circondano e che catturano la mia attenzione, per questo frutto di una selezione personale. Lo scopo è condividere interessi, curiosità e pensieri, tracciando le linee di un discorso capace di attivare un dibattito aperto, facilitando il confronto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;La storia è uno specchio magico: chi vi guarda dentro, vi scorge la propria immagine in forma di avvenimenti e di sviluppi. (…) Si rivelano a noi soltanto frammenti in rapporto al punto di vista del momento… (…) Nel loro complesso le cose modeste, di cui si parlerà (…) si accumulano sino a formare energie che afferrano tutti quanti si muovono nella cerchia della nostra civiltà… Il passo decisivo si compie nel lettore. In lui i significati parziali, che qui andiamo esponendo, prendono vita nella loro molteplicità.&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;S. Giedion, &lt;em&gt;L’era della meccanizzazione&lt;/em&gt;, 1967&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Puntifermi" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/editoria-indipendente-e-autoproduzione-odierna-in-italia01.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/49174440805</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/49174440805</guid><pubDate>Mon, 29 Apr 2013 14:32:00 +0200</pubDate><category>Puntifermi</category></item><item><title>Dall’informazione all’ispirazione, dal desiderio al...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/f1dbcffe64fa05499ad01bfa075ce389/tumblr_mlumctwwuS1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dall’informazione all’ispirazione, dal desiderio al bisogno, dal contenuto alla forma, dalla ragione all’istinto.&lt;/em&gt; &lt;br/&gt;─ Fabrica 10. From chaos to order and back, Electa 2004&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole chiare che sintetizzano il percorso editoriale di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.colorsmagazine.com/" target="_blank"&gt;Colors Magazine&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, nato nel 1991 da un’intuizione di Oliviero Toscani e Tibor Kalman. Una rivista che racconta il resto del mondo, che indaga la superficie e la profondità, annoverata dal Design Museum di Londra tra i 25 oggetti di design più influenti dell’ultimo quarto di secolo.&lt;br/&gt;Venti uscite della rivista, dalla 41 alla 60, hanno puntato gli occhi sulla bellezza dell’essere umano, attraverso narrazioni per immagini delle comunità che abitano il pianeta. Il 72 ha raccontato, con l’ausilio del linguaggio braille e di un audio cd, il mondo visto dalla parte dei non vedenti. Il 74 ha tentato un dialogo tra Cina e Tibet, attraverso venti preghiere di monaci tibetani, da staccare e far sventolare nell’aria.&lt;br/&gt;Sono solo alcune delle tappe di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Colors&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, pubblicazione da sempre trimestrale, monotematica, edita in sei lingue e prodotta nell’ambito di Fabrica, laboratorio creativo e centro di ricerca del gruppo Benetton.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Colors" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/colors1.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il 23 aprile è uscito il n. 86, &lt;em&gt;Making the news - Fare notizia&lt;/em&gt;, un’edizione sul dietro le quinte del giornalismo contemporaneo, introdotta nell’ambito del &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/" target="_blank"&gt;Festival internazionale del giornalismo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, a Perugia (in corso fino al 28 aprile). L’ennesimo tentativo di osservare il presente, soffermandosi sulle sue contraddizioni. Il numero raccoglie contenuti testuali e visivi privi di sfumature e ci svela il modo in cui le notizie e le informazioni vengono selezionate, modellate e offerte in pasto allo spettatore. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="393" src="http://player.vimeo.com/video/64574642?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff" width="700"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="fbPhotoCaptionText"&gt;&lt;br/&gt;In 2011, news of Osama bin Laden’s assassination was broken by a Pakistani IT consultant’s tweet. The next year, a computer algorithm composed nearly 400,000 articles on Little League baseball for small-town newspapers across the United States. Now, print journalism has been declared America’s fastest-shrinking industry, but across Africa, newspaper circulation has risen by more than 30 percent. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="fbPhotoCaptionText"&gt;&lt;em&gt;Colors #86- Making the News reveals the backstage of contemporary journalism: With stories on drone-wielding paparazzi, terrorist press releases and anti-mafia vigilante television anchors, Making the News explores how world events are selected, shaped, and sent to you in time for breakfast. &lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/48914300360</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/48914300360</guid><pubDate>Fri, 26 Apr 2013 15:49:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Events</category><category>Magazines</category></item><item><title>L’anonimato è una pratica diffusa nel digitale e produce...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/6d5ebc8e12fb5009bb785a25b691dd5f/tumblr_mlni9kRqFr1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;L’anonimato è una pratica diffusa nel digitale e produce fastidio, mistero, piacere a seconda dei contesti e delle situazioni. Basta fare un giro tra blog e siti web per imbattersi in carrellate di commenti velenosi e senza nome.&lt;br/&gt;L’anonimato è alla base, anche, di&lt;em&gt; &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.anonymous-press.com" target="_blank"&gt;Anonymous Press&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, piattaforma online in cui chiunque può pubblicare uno, dieci, cento, mille libricini attraverso due azioni semplicissime: scegliere una parola o frase-chiave, cliccare sul tasto &lt;em&gt;Publish&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;Basta aspettare qualche secondo e in homepage - una libreria ordinata di copertine arancioni, gialle, rosa e azzurre - si aggiunge la pubblicazione con titolo, impaginato e immagini generate da Google Image Search. E non è finita qui: con tre euro, infatti, ognuno può acquistare la propria fatica (!) attraverso il servizio print on demand. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Anonymous Press" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/anonymous-press1.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/48611131458</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/48611131458</guid><pubDate>Mon, 22 Apr 2013 15:45:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Online projects</category></item><item><title>Anche La Quadriennale di Roma prova a fare il punto...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/09a19db293e96e46ab6d3396f62060a2/tumblr_mlhod01EF91qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Anche &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://quadri.site90.net/" target="_blank"&gt;La Quadriennale di Roma&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;prova a fare il punto sull’editoria periodica d’arte. Oggi e domani, 19 e 20 aprile, nella cornice di Villa Carpegna, s’incontrano editori, autori, critici per raccontare una scena e provare a fotografarla nella sua discontinuità. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;È &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l’arte, bellezza… e tu non puoi farci niente &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;è una due giorni di appuntamenti dove, oltre alle riviste cartacee, saranno indagati i media digitali, la radio, la comunicazione e la produzione culturale a tutto tondo.&lt;br/&gt;Thisisnotpaper segnala due dei panel in programma, rispettivamente domani alle 10 e alle 12:&lt;br/&gt;─ &lt;em&gt;Le riviste d’arte come fenomeno imprenditoriale&lt;/em&gt;; interventi di Alessio Ascari (Kaleidoscope), Adriana Polveroni (Exibart), Antonio Scoccimarro e Francesco Valtolina (Mousse), Maurizio Zuccari (InsideArt), Ivanmaria Vele (Boiler Corporation).&lt;br/&gt;─ &lt;em&gt;Le riviste d’arte come nuovo modello di produzione culturale tra spazi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;no-profit, selfpublishing, blog e piattaforme web&lt;/em&gt;; interventi di Simone Bertuzzi (Invernomuto, ffwd_mag), Camilla Candida Donzella, Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini (Undo.net), Chiara Figone (Archive, Uovo), Luca Lo Pinto (Nero), Ilaria Marotta (Cura).&lt;br/&gt;Gli incontri sono affiancati da una mostra che raccoglie circa ottanta pubblicazioni d’arte italiane, una non-selezione molto eterogenea, per mettere in luce la produttività in campo editoriale, energie e sinergie, linguaggi e forme diverse che coabitano uno stesso territorio disciplinare.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/48343368056</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/48343368056</guid><pubDate>Fri, 19 Apr 2013 09:10:00 +0200</pubDate><category>News</category><category>Events</category><category>Magazines</category></item><item><title>Sono giorni di fuoco, questi, a Milano. Il mondo del design si...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/0b00b98080b1978db89c485d7c6e0370/tumblr_ml12szdllL1qefmq9o1_r3_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Sono giorni di fuoco, questi, a Milano. Il mondo del design si stringe attorno alla città, tra un’apertura e l’altra e il programma è fitto di anteprime, lanci, momenti d’incontro, mostre e progetti che, come pianeti, ruotano attorno al Salone del Mobile. Come se non bastasse, c’è anche il Photofestival, una costellazione di situazioni sulla fotografia in gallerie, archivi, cinema, biblioteche e fondazioni milanesi. Ce n’è per tutti.&lt;br/&gt;Thisisnotpaper non suggerisce come-cosa-dove andare ma si focalizza su due appuntamenti, due isole felici, che si distinguono per bellezza e tranquillità.&lt;br/&gt;Fino al 13 aprile nello studio del collettivo di food designer &lt;a href="http://www.arabeschidilatte.org" target="_blank"&gt;Arabeschi di Latte&lt;/a&gt;, si insedia &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Kitchen Library&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, uno spazio temporaneo di lettura, scoperta e condivisione. Partner di Arabeschi di Latte sono &lt;a href="http://www.karimoku-newstandard.jp" target="_blank"&gt;Karimoku New Standard&lt;/a&gt;, azienda di design che produce oggetti artigianali pensati da giovani talenti, e &lt;a href="http://www.fortinoeditions.com" target="_blank"&gt;Fortino Editions&lt;/a&gt;, realtà editoriale indipendente che mescola pratica artigianale e tecnologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Kitchen Library" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/kl1.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un ambiente di lavoro si trasforma, per una manciata di giorni, in una sala lettura &lt;em&gt;dove assaporare idee e visioni&lt;/em&gt;, con pile di pubblicazioni selezionate da Fortino Editions, tra passato e presente, ricerca formale e contenuti piacevoli.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Fortino Editions" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/fortinoed-1-2013.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nella cornice di Photofestival, invece, il 16 aprile, il laboratorio &lt;a href="http://www.thephotographersroom.com/" target="_blank"&gt;The Photographer’s room&lt;/a&gt; introduce il progetto fotografico &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Kidding&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;a href="http://www.cristianoguerri.com" target="_blank"&gt;Cristiano Guerri&lt;/a&gt; (0_100 Editions): uno sguardo sull’infanzia leggero, intimo e, al tempo stesso, carico di mistero. La mostra è l’occasione per presentare Kidding box set, una scatola che raccoglie cinque immagini dell’autore numerate e fotografate.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Info&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Kitchen Library&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;9 ─ 13 aprile &lt;br/&gt;Arabeschi di Latte Studio &lt;br/&gt;Via Ventura 3, 1° piano&lt;br/&gt;h 12 ─ 20&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Kidding&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;17 ─ 30 aprile&lt;br/&gt;Inaugurazione 16 aprile, ore 19&lt;br/&gt;The Photographer’s room&lt;br/&gt;Piazza Fidia 3, Zona Isola&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Kidding Box" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/27_20120701ec.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/47697392386</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/47697392386</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2013 14:49:00 +0200</pubDate><category>News</category><category>Places</category><category>Events</category><category>Books</category></item><item><title>Carta bianca aStefano Capodieci per Cantiere per pratiche...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/0b1c8d487343983db99c37ba5639660e/tumblr_mky9w8GHQS1qefmq9o1_r1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Carta bianca a&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Stefano Capodieci&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;per &lt;strong&gt;&lt;a href="http://pratichenonaffermative.net/" target="_blank"&gt;Cantiere per pratiche non-affermative&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.pratichenonaffermative.net/inquiry/it/" target="_blank"&gt;Designer’s Inquiry&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;ha come punto di partenza la nostra esperienza da designer precari ma anche il nostro interesse a ripensare assieme la situazione economica e il ruolo sociale di chi oggi si definisce designer. Con questa parola intendiamo un largo spettro di progettisti che spesso lavorano in modo trasversale combinando diverse discipline: grafica, web, illustrazione, prodotto, interaction, moda, interni, architettura, ricerca.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una delle premesse del progetto è stata la consapevolezza che il lavoro creativo e immateriale ha assunto un ruolo di primaria importanza nel sistema produttivo delle economie post-industriali. Il controllo e lo sfruttamento capitalista avviene su un piano sempre più astratto che riguarda idee, passioni, aspettative, affetti e, più in generale, diventa parte integrante del vivere quotidiano con la perdita di una netta distinzione tra vita privata e lavorativa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Così, in occasione del Salone del Mobile 2012 abbiamo deciso di investigare, attraverso il lancio di un questionario anonimo online, la situazione socio-economica dei designer di oggi. Per sviluppare la ricerca ma, al tempo stesso, per invogliare i partecipanti a riflettere sulla loro situazione in modo ampio, abbiamo elaborato 78 domande in 7 ambiti diversi, dal background familiare alle conoscenze in ambito organizzativo, per citarne alcuni, con il fine di riportare una fotografia della complessa condizione di lavoro e di vita di chi oggi si definisce designer. A un anno di distanza i risultati ottenuti sono stati riportati integralmente nella pubblicazione scaricabile gratuitamente online o acquistabile in versione cartacea.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La valutazione delle 78 domande poste dall’inchiesta riporta una situazione socio-economica complessa che spesso è difficilmente inquadrabile in categorie prefissate. Rappresenta, però, una base solida su cui declinare futuri progetti che mirano alla trasformazione della situazione precaria e frammentata dei designer italiani. Inoltre, costituisce un punto di partenza valido per concepire una serie di interventi volti a ripensare il ruolo del designer nella società, percepito, spesso, come di poco valore.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Carta bianca a&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;è una rubrica, uno spazio libero, una zona franca in cui editori e autori raccontano in prima persona il loro progetto editoriale.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Designers Inquiry" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/designersinquiry1.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/47525857417</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/47525857417</guid><pubDate>Tue, 09 Apr 2013 09:24:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Researches</category><category>Events</category><category>Books</category></item><item><title>Basta scorrere i brevi racconti nella pre-home del sito per...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/1ba91cb6d5ca1e020b5120c1086514e4/tumblr_mktm8b1qo01qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Basta scorrere i brevi racconti nella pre-home del sito per capire che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.palazzoroberti.it" target="_blank"&gt;Libreria Palazzo Roberti&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; non è un posto qualunque. Un posto dove non trovi solo libri - impilati a terra o disposti a scaffale - ma vibrazioni giuste e persone che amano consigliare, proporre, leggere. &lt;br/&gt;Thisisnotpaper incontra &lt;em&gt;Lavinia Manfrotto&lt;/em&gt;, titolare, con le sorelle Lorenza e Veronica, della libreria, nata nel 1998 a Bassano del Grappa, Vicenza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quindici anni di libri, storie, incontri: ci racconti in poche parole e alcune tappe la libreria?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;Libreria Palazzo Roberti nasce il giorno in cui mio padre scopre che il palazzo dove avremmo dovuto andare a vivere è vincolato. L’alternativa? Ospitare una libreria! &lt;br/&gt;Dopo un restauro di cinque anni ecco il giorno dell’inaugurazione: una vertigine. Ricordo le stanze, invase di gente, clienti e amici venuti per festeggiare con noi. La libreria era piena all’inverosimile, peccato non aver fissato nella memoria ogni singolo momento. Poi, la prima festa del libro: l’ultimo giorno la gente si rubava i volumi di mano, il sogno di ogni libraio. &lt;br/&gt;E l’emozione del primo articolo su di noi nel Corriere del Veneto. Il paginone centrale sulla Stampa. L’attestazione di libreria più bella d’Italia su Panorama.it.&lt;br/&gt;Ogni presentazione, di ogni libro, con ogni autore: è difficile tradurlo in parole, ma ci mettiamo l’anima, il corpo, la testa! Ancora oggi, ogni volta che devo dare il bevenuto ad uno scrittore mi emoziono e mi si spezza la voce.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un lettore entra per la prima volta: esiste un percorso tra gli scaffali? Com’è organizzata &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Libreria Palazzo Roberti?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Abbiamo cercato di dare un senso ad ogni stanza. L’androne ospita la narrativa in hardcover che trova spazio su tavoli e scaffali; le stanze sul lato sinistro, arredate in modo più dinamico, contengono i tascabili di narrativa italiana e straniera; nel lato destro una stanza è dedicata alla cartoleria e un’altra, che si prolunga nell’aletta che dà sul giardino, è per i nostri giovani e giovanissimi lettori, anche scolaresche seguite in un giro conoscitivo della libreria, per prendere confidenza con l’ambiente.&lt;br/&gt;Salendo la scala principale a destra si trova la stanza del professionale, con i libri per i concorsi, l’informatica, testi tecnici e dizionari. A sinistra, invece, si incontra il reparto del turismo con guide, narrativa di viaggio, manuali e cartine di montagna, grandi illustrati. Da qui si arriva al ballatoio, il posto, secondo me più bello: attraversa l’androne dall’alto per cui si gode di una bellissima vista dell’entrata e della grande porta a vetri che dà sul giardino. Una breve pausa e si arriva in Manualistica: cucina, natura, musica, medicina e via cosí. Un piccolo corridoio ci accompagna al nuovo reparto di Scienze Umane e si arriva all’aletta superiore che offre uno spazio luminoso e tranquillo agli amanti della storia, della poesia, dei classici e della saggistica per approdare, poi, alla stanza dell’Arte.&lt;br/&gt;Infine, su al piano nobile che ospita eventi, presentazioni e concerti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il libraio sceglie, consiglia, vende. Prima di tutto, però, legge: quali libri hai sul comodino?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;Romanzi e thriller, alla sera non ho la forza di affrontare un saggio (a volte neppure di giorno, per la verità). Cerco di leggere in ogni momento libero, aspettando i figli quando escono da scuola, dal dentista, all’ufficio postale, in treno, nelle domeniche di pioggia. &lt;br/&gt;Il piacere più grande è leggere una bozza; avere il privilegio di sfogliare qualcosa che hanno visto gli editor e pochi altri mi fa sentire una Libraia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Libreria Palazzo Roberti" src="http://tinpimmagini.files.wordpress.com/2013/05/lpr11.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/47445785294</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/47445785294</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2013 11:07:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Interviews</category><category>Places</category></item><item><title>Che le piccole azioni cambiano il mondo lo sai fin da quando sei...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/27e7780dd6e327a735dbd84efe01ebdc/tumblr_mkru0tgQTt1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Che le piccole azioni cambiano il mondo lo sai fin da quando sei bambino. Poi, crederci, diventa sempre più arduo. A meno che, sulla tua strada, non ti imbatti in progetti come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.worldwidecyclingatlas.com/" target="_blank"&gt;Worldwide Cycling Atlas&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, supporter di iniziative che utilizzano la bicicletta in modo originale.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Worldwide Cycling Atlas&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; comunica attraverso una piattaforma online e un libro, pubblicato annualmente. Il cuore della pubblicazione sono tre storie fotografiche, selezionate e poi commissionate ad autori emergenti. Oltre alle immagini i racconti si traducono in videodocumentari, diffusi attraverso i canali web. Ciascuna storia brilla per bellezza, intensità e ironia, aprendo spiragli su un domani più sostenibile, in ogni senso. Nel secondo &lt;em&gt;Worldwide Cycling Atlas&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Book&lt;/em&gt;, edito a dicembre 2012, trova spazio il Team Rwanda, squadra ciclistica africana fonte di ispirazione per il proprio Paese, teso verso la ricerca e la necessità di un cambiamento.&lt;br/&gt;Il libro è una co-produzione Selle Royal, Kerrigan’s Way, Macramè.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;─ Cycling is not just a way of getting around, it is a way of getting together. People all around the world have combined their passion for cycling into finding ways to make the world a better place.&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="WWCA" src="http://www.worldwidecyclingatlas.com/wp-content/uploads/2011/12/03122011_NAKEDCAPETOWN_IMG_9422.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="WWCA" src="https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/229960_429901490391575_1300213249_n.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="WWCA" src="https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-frc1/418788_413963091985415_2060777076_n.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/47177962800</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/47177962800</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2013 09:26:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Researches</category><category>Books</category></item><item><title>Alzi la mano chi non si sente smarrito di fronte alla mole di...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/d6d2b0f35725d1d106b24c3d1f6c03c2/tumblr_mkm6g4rbDB1qefmq9o1_r3_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Alzi la mano chi non si sente smarrito di fronte alla mole di informazioni, immagini, imput generati, secondo dopo secondo, dal web. Siamo di fronte a un nuovo modo di pensare, osservare, agire, ad una rivoluzione culturale vera e propria.  &lt;br/&gt;Beh, nulla di nuovo sotto il sole, direte voi. Ma c’è chi, oltre ad interrogarsi, sperimenta progetti che abitano il confine tra vecchio e nuovo mondo; in soldoni, tra cartaceo e digitale.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.bootlegexperiment.it/" target="_blank"&gt;Bootleg&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è nel gruppo e si differenzia dagli altri, oltre che per la solidità del concept, per l’armonia e la leggerezza formale. Come evidenzia la parola stessa, il progetto è la fusione tra book e web blog ed è una raccolta online di testi - &lt;em&gt;approfondimenti verticali &lt;/em&gt;- articolata in dieci episodi bimestrali riuniti, al termine del processo, in un libro di carta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Bootleg" src="http://bootlegexperiment.it/wp-content/uploads/2013/02/bootleg01_web.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il tema è la progettualità, parola abusata ma poco indagata, con un occhio di riguardo alla percezione, alla sperimentazione, alla ricerca e al funzionamento del cervello. Ogni episodio web riunisce cinque saggi scritti da professionisti in vari campi: design, moda, comunicazione, arte e psicologia. Persone, come dice Studiolabo al timone del progetto, &lt;em&gt;con il registratore acceso, che hanno gli strumenti per comprendere e rielaborare la realtà che stanno vivendo&lt;/em&gt;. Requisito essenziale è l’età anagrafica. Hai meno di quarant’anni? Puoi entrare nel gruppo.&lt;br/&gt;Se la matematica non è un’opinione, al termine delle dieci uscite i saggi saranno cinquanta, uno per ogni autore coinvolto. Tutti, o quasi, confluiranno nella pubblicazione che, a partire dalla copertina, sarà una trama fitta di vocali e consonanti, documenti e percorsi di senso.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Bootleg&lt;/strong&gt; è a cura di Christian Confalonieri e Paolo Peraro, co-prodotto da &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.studiolabo.it/" target="_blank"&gt;Studiolabo&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.behook.it/" target="_blank"&gt;Hook&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.lupetti.com/" target="_blank"&gt;Lupetti&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Bootleg" src="http://bootlegexperiment.it/wp-content/uploads/2013/02/image.jpeg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/46919272811</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/46919272811</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2013 08:09:00 +0200</pubDate><category>Focus</category><category>Researches</category><category>Online projects</category><category>Books</category></item><item><title>Carta bianca aRiccardo FanoCo-fondatore Tycoon ProjectTycoon è...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/c0f6adb5d19b285db86b489a40459b75/tumblr_mkdgrpqKDO1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Carta bianca a&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Riccardo Fano&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Co-fondatore &lt;a href="http://www.tycoonproject.it/" target="_blank"&gt;Tycoon Project&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.tycoonproject.it/" target="_blank"&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tycoon&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è il mio sogno di carta. È nato durante una chiacchierata con Luca, durante un pomeriggio estivo.&lt;br/&gt;Detto. Fatto.&lt;br/&gt;La voglia di creare qualcosa che il digitale non potesse mai replicare: dalla carta, al formato, fino alla rilegatura e ai particolari.&lt;br/&gt; Un volume che incuriosisse già ad una prima occhiata.&lt;br/&gt; Poi, i contenuti. Quando abbiamo deciso di dedicare ad ogni pubblicazione un tema portante, declinandolo a seconda dei media usati - illustrazione, fotografia, testo - sapevamo ovviamente di non inventare nulla, ma, fedeli al nostro motto &lt;em&gt;fare le cose non meglio degli altri, ma in modo differente&lt;/em&gt; eravamo convinti di produrre qualcosa di veramente valido.&lt;br/&gt; Cercavamo un prodotto che approfondisse un’idea e che, come tale, non fosse vittima del tempo e delle mode: un classico contemporaneo.&lt;br/&gt; Penso che ci siamo riusciti.&lt;br/&gt;A distanza di anni, quando mi trovo a sfogliare l’unico numero per ora prodotto, rimango saldamente convinto che possa ancora competere con quanto il mercato abbia da offrire.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Tycoon&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è il mio sogno di carta anche per la sua fragilità: gli elevati costi che abbiamo incontrato auto finanziandoci, ci hanno costretto a sospendere il progetto, nella speranza, un giorno, di trovare finanziatori che credano in questo sogno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Carta bianca a&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;è una rubrica, uno spazio libero, una zona franca in cui editori e autori raccontano in prima persona il loro progetto editoriale.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Tycoon" src="http://payload.cargocollective.com/1/0/23238/263687/IMG_3218.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Tycoon" src="http://payload.cargocollective.com/1/0/23238/263687/IMG_3212.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/46504113097</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/46504113097</guid><pubDate>Thu, 28 Mar 2013 14:37:00 +0100</pubDate><category>Focus</category><category>Researches</category></item><item><title>Cinquant’anni e non sentirli. D’Ars, periodico di...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/b5695953b2a356b001bcc4ce6bf425ea/tumblr_mk9r67CxpF1qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Cinquant’anni e non sentirli. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.darsmagazine.it/" target="_blank"&gt;D’Ars&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, periodico di arti e culture contemporanee, dal 1960 trattiene storie e visioni, s’interessa di new media, intercetta sperimentazioni. &lt;br/&gt;Il 2012 è stato un anno di cambiamenti: nuovo layout, nuova distribuzione, nuova piattaforma web, nuovi formati di lettura. Evoluzioni importanti per non lasciarsi sopraffare, mettendosi costantemente in gioco, in discussione.&lt;br/&gt;Thisisnotpaper incontra &lt;em&gt;Cristina Trivellin&lt;/em&gt;, oggi al timone del magazine.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;La storia di D’Ars è lunga e complessa. Provi a introdurci le tappe, gli episodi principali?&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;Raccontare più di cinquant’anni in poche righe è impresa davvero ardua; D’ARS nasce nel 1960 ed è una delle prime riviste d’arte contemporanea edite in Italia; fondata da Oscar Signorini, artista e teorico colto e illuminato, fin dagli esordi focalizza l’attenzione sulle avanguardie nazionali e internazionali. È molto interessante andare a fare un giro nell’archivio dei primi numeri per apprezzarne il taglio - davvero innovativo per quegli anni - per l’approccio alle varie tematiche affrontate, l’apertura ai diversi linguaggi. Già negli anni 60-70, ad esempio, si parlava di cibernetica, linguistica, estetica sperimentale. Tantissimi i collaboratori di spicco, tra i quali Giulio Carlo Argan, Silvio Ceccato, Raffaele De Grada, Gillo Dorfles, Germano Celant. La rivista viene diretta in seguito da Mac Spasciani, alla quale succede, nel 1984, il critico francese Pierre Restany, fino al 2003. Vent’anni nei quali Restany ha dato un suo particolare imprinting: una redazione formata da collaboratori fissi, numeri tematici sempre molto interessanti e alternativi, caratterizzati da visioni sul futuro e da analisi sul presente culturale, sociale e politico. Nel 2002 Restany decide di chiudere l’esperienza con la redazione storica e di costituire un laboratorio di pensiero formato da giovani critici dai venticinque ai quarant’anni. Ho avuto la fortuna di fare parte di questo laboratorio e l’onore di un incarico diretto: Restany mi chiese di proseguire il suo lavoro con D’ARS. Dopo la sua scomparsa (2003) sono stata coordinatore editoriale, caporedattore e dal 2012, direttore. Il nostro intento è di dare continuità alle linee guida preesistenti riattualizzando una demarche che prevede la visione sincretica sul mondo delle arti e delle culture contemporanee, spaziando tra i vari linguaggi in un ideale filo rosso che lega la speculazione filosofica alla letteratura, le arti del teatro e quelle del cinema, la fotografia, l’architettura, la poesia e i legami tra arte, scienze e nuove tecnologie. La redazione interna è composta da Alessandro Azzoni, Martina Coletti e Valentina Tovaglia ed è aperta a proposte che arrivano numerose dall’Italia e dall’estero, da teorici e docenti come da giovani studiosi ed esperti nei vari campi. Attualmente vantiamo circa una cinquantina di collaboratori esterni.&lt;br/&gt;Il periodico è edito dalla Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus. Dal numero 212 D’ARS è disponibile anche per e-book reader in un formato open source, liberamente scaricabile dal sito e fruibile da smartphone, tablet, eBook reader e computer.&lt;br/&gt;Inoltre, sempre dal 2012, D’ARS ha operato il passaggio dal circuito classico di librerie e bookshop a un sistema di distribuzione free press nelle principali città e manifestazioni artistiche e culturali italiane. Resta in vendita su abbonamento.     &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Come viene progettato e sviluppato ogni numero?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;La mia idea di direzione non è piramidale ma concentrica, dunque una sorta di regia dove la sceneggiatura è costruita da tutti i collaboratori; Il primo step parte dalle proposte dei contributors, la creazione di un palinsesto molto elastico e attento alle sinergie interne che si creano tra i vari articoli seppure mantenendo una certa eterogeneità e pluralità di linguaggi, approcci, idee. Coordino queste sinergie in base alle linee della rivista, cercando di non minare caratteristiche irrinunciabili quali laicità, apertura, libertà di informazione ed espressione, preparazione, competenza, eteroreferenzialità. Ogni numero è una sorpresa, anche perché quasi magicamente ogni singolo articolo concorre a creare un mood generale che si rivela connesso e nello stesso tempo variegato, capace di guardare al teatro sperimentale come al cinema, alle performance come ai teatri occupati, alla bioarte come ai giovani scrittori, alla filosofia come a un cortometraggio d’animazione. Sempre con quello spirito che vede nell’evento di cui si parla un pre-testo per aprire riflessioni altre sulla società e sulla storia contemporanea, territori in cui le arti hanno sempre previsto l’avvenire. Ci piace l’impegno, sia esso ecologico, politico o sociale, trasfuso nel linguaggio comune e collettivo della creatività. &lt;br/&gt;Una volta stabilito il palinsesto e ricevuto il materiale, interviene Alessandro Azzoni, giovane artdirector responsabile della progettazione grafica della rivista: cerchiamo di dare molto spazio alle immagini, per rendere la rivista godibile anche esteticamente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;D’Ars ha un taglio spiccatamente interdisciplinare. Perché?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;Ci piace cogliere le realtà culturali in modo sincretico, senza paletti o divisioni di stili, generi, approcci. Ci piace curiosare dentro tutti i modi di fare cultura, dentro tutte le arti, dentro i movimenti: co-attori nel processo piuttosto che osservatori esterni. Non simpatizziamo con le visioni passatiste e dicotomiche: ci interessano maggiormente il sistema e le connessioni all’interno del sistema che le singole discipline che, peraltro, oggi come mai sono tra loro sempre più “contaminate”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Oggi il trimestrale è affiancato da una rivista online. Quale relazione esiste tra le due pubblicazioni?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.darsmagazine.it" target="_blank"&gt;&lt;a href="http://www.darsmagazine.it" target="_blank"&gt;www.darsmagazine.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;è l’anima web di D’ARS. Oltre ad avere nella sezione paper la rivista downloadabile gratuitamente in formato epub, la testata online ha una vita propria: anche qui abbiamo evitato divisioni a nostro avviso obsolete (pittura, fotografia, scultura, video, ecc) in luogo di una più agile ripartizione in who – where - what che lascia spazio a tutti i protagonisti, gli eventi, le mostre, le pubblicazioni, e tanto altro che meriti secondo noi una recensione.&lt;br/&gt;Molti sono i collaboratori che ci segnalano gli eventi ai quale dare risalto. Anche qui, come per il cartaceo, non c’è una direzione “verticale”, che decide tutto ma contenuti creati e costruiti in modo corale, seguendo una linea comune stabilita a priori, ma non ovviamente congelata:  calata, piuttosto, dentro la cultura contemporanea nelle sue molteplici e talvolta contraddittorie sfaccettature. Al giudizio preferiamo l’analisi, alle conclusioni preferiamo le aperture e le visioni presenti - e perché no? - future.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/46340150457</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/46340150457</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2013 16:29:00 +0100</pubDate><category>Interviews</category><category>Magazines</category></item><item><title>L’editoria periodica di ricerca focalizzata...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/a4ad5a9a9b4a0b335c1f2a2d94f89941/tumblr_mk2ac7YIS01qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;L’editoria periodica di ricerca focalizzata sull’infanzia per l’infanzia è un territorio ancora aperto e, in parte, inesplorato. Lentamente però, accanto a riviste con un’identità definita e una storia da raccontare alle spalle - uno su tutti &lt;em&gt;&lt;a href="http://anorakmagazine.com/" title="Anorak" target="_blank"&gt;Anorak&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, magazine inglese per bambini felici nato nel 2006 - stanno emergendo nuove pubblicazioni, più o meno piacevoli esteticamente, più o meno curate nei contenuti, ma mosse da un’esigenza: introdurre elementi di novità ed originalità, distinguersi.&lt;br/&gt;Tra queste c’è &lt;a href="http://a-magazine.org/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Amag!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; progetto editoriale annuale sull’architettura sviluppato a Helsinki e pensato per lettori dai 5 ai 10 anni. Un magazine che si stampa e si usa, formato da singole schede A4 da ritagliare, colorare, trasformare in oggetti tridimensionali. Ogni scheda è accompagnata da un testo in tre lingue per l’insegnante o l’adulto e da un video-tutorial che racconta come procedere.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Amag!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ha un taglio eccessivamente didattico e un design non originale ma ha sviluppato un formato speciale, diretto e fruibile da chiunque con estrema facilità. Per bambini che da grandi sognano &lt;span&gt;di diventare architetti. O anche no.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Amag" src="http://amagazinedotorg.files.wordpress.com/2013/01/130104_amag-box-12.jpg?w=550&amp;h=733"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Amag" src="http://amagazinedotorg.files.wordpress.com/2012/11/602475_10151106005207073_1021914268_n.jpg?w=800&amp;h=600"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Amag" src="http://amagazinedotorg.files.wordpress.com/2012/06/arc-en-reve-maushaus.jpg?w=550&amp;h=366"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Amag" src="http://amagazinedotorg.files.wordpress.com/2013/01/03_natxitua.jpg?w=640&amp;h=480"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Amag" src="http://amagazinedotorg.files.wordpress.com/2013/01/130123-amag_uruguay_04.jpg?w=710"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/45986420198</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/45986420198</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 13:21:00 +0100</pubDate><category>Focus</category><category>Online projects</category></item><item><title>Ci sono cose che separano, altre che uniscono. Una su tutte: il...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/183b3c25cf702afdd3043794ab267c06/tumblr_mjyt9fTjz11qefmq9o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Ci sono cose che separano, altre che uniscono. Una su tutte: il cibo. I legami migliori, le parole migliori, i progetti migliori nascono, spesso, attorno a un tavolo. Con qualcosa sotto i denti.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.essentaste.com/" target="_blank"&gt;Essen | A taste magazine&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; esplora dal 2010 l’universo food con caparbietà, cogliendone le sfumature, le criticità, il fascino. Racconta Charlotte Garlaschelli, direttore editoriale: &lt;em&gt;L’intenzione era quella di occupare uno spazio vuoto, quello del lifestyle attraverso il cibo, offrendo contenuti di ricerca con semplicità&lt;/em&gt;.&lt;em&gt; Con Essentaste si è inteso iniziare un processo che potesse cambiare anche la percezione dell’editoria, superando le necessità legate alle notizie locali e più disposta ad assumere le responsabilità del mezzo digitale. Contenuti preziosi vengono creati per il magazine e abbiamo cercato di definire uno stile che fosse diretto, come l’atto del mangiare, ma anche di approfondimento, sovvertendo l’idea di una certa pubblicistica che vuole per l’online solo il cotto-e-mangiato.&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;Idee chiare dunque, alla base di un progetto editoriale che rovescia i luoghi comuni sul cibo e, contemporaneamente, sul digitale. Chi si affaccia su Essentaste non può che trattenersi a lungo, spulciando nell’archivio, leggendo le immagini e i racconti che, pur prodotti da un nutrito gruppo di contributori, seguono una linea limpida, hanno un taglio editoriale preciso. &lt;br/&gt;Se, invece, state cercando ricette e consigli per gli acquisti girate i tacchi, quella è la porta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;© Immagine Delfino Sisto Legnani&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/45838138677</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/45838138677</guid><pubDate>Wed, 20 Mar 2013 16:29:00 +0100</pubDate><category>Focus</category><category>Online projects</category></item><item><title>Quando nel 2006 Sasha Wizansky e Amy Standen fondano Meatpaper...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/60450214019764ae7208573fcd4747ef/tumblr_mjp55h20DT1qefmq9o1_r3_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Quando nel 2006 Sasha Wizansky e Amy Standen fondano &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.meatpaper.com" target="_blank"&gt;Meatpaper&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;hanno le idee chiare: costruire un progetto editoriale dedicato alla carne e a tutto ciò che le ruota attorno. In sei anni e mezzo la rivista si è trasformata via via in uno strumento sempre più efficace ed affascinante, in un’esplorazione del mondo, della cultura.&lt;br/&gt;La carne è pretesto, stimolo, input; l’elemento attraverso il quale osservare le cose, le discipline: arte, letteratura, moda, antropologia. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Meatpaper&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; ha a che fare soltanto lateralmente con le scelte culinarie e il cibo in senso stretto seppure una buona fetta dei suoi lettori siano chef, macellai, appassionati di cucina.&lt;br/&gt;Dentro il magazine i contenuti sono approfonditi al punto giusto e affiancati da immagini e illustrazioni sofisticate. Il numero in corso, il 19, si focalizza per la prima volta sul pesce e sulla pesca toccando, come sempre, un ampio spettro di argomenti. Tra i più belli, un articolo sul fenomeno Green Porno - corti ecologisti curati e interpretati da una Isabella Rossellini in stato di grazia -, un approfondimento sulla pesca sostenibile e, per i non addetti ai lavori, un focus sul color salmone nella moda.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Meatpaper &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;è la quintessenza del magazine monografico in cui il tema unico non rappresenta un limite ma apre ad infinite possibilità, superando gli stereotipi che annebbiano la vista a carnivori, vegetariani, vegani. Nessuno escluso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Meatpaper" src="http://farm9.staticflickr.com/8074/8293869021_7069ce688a.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Meatpaper" src="http://1.bp.blogspot.com/_dp5qvLW1QVA/Sahu47vPGUI/AAAAAAAACYI/EAbQFrdh74M/s800/meatpaper2.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt="Meatpaper" src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_m7n0y9DWmo1qlo2oeo1_1280.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/45420096849</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/45420096849</guid><pubDate>Fri, 15 Mar 2013 15:46:00 +0100</pubDate><category>Focus</category><category>Magazines</category></item><item><title>Carta bianca aFrancesco D’Abbraccio ─ Andrea...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/9252e8f4b54226f914bf52d6489ccece/tumblr_mjjjibCvoj1qefmq9o1_r2_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Carta bianca a&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Francesco D’Abbraccio &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;─ Andrea Facchetti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Co-direzione editoriale &lt;a href="http://www.krisismagazine.com/" target="_blank"&gt;Krisis Magazine&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span&gt;a società moderna vive oggi nella contraddizione tra sovrapproduzion&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e e perdita. La produzione materiale, e soprattutto quella immateriale di informazioni, ha raggiunto livelli tali da mettere in crisi qualsiasi tentativo di classificazione e archiviazione alla portata dell’uomo. Allo stesso tempo, questa nuova complessità della realtà e l’immensa quantità di stimoli a cui siamo sottoposti richiede un costante processo di selezione ed eliminazione delle informazioni. Il disorientamento che attraversa società, comunità e singoli individui è accompagnato dalla tendenza a delegare questo processo a dispositivi esterni e guide preconfezionate&lt;/span&gt;&lt;span&gt;. In questo scenario diventa cruciale ripensare al disorientamento come un’esperienza che possa essere una fonte di rinnovamento per nuove pratiche d’orientamento.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;Il nuovo volume di &lt;a href="http://www.krisismagazine.com/" target="_blank"&gt;Krisis Magazine&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Krisis | Orientation&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, sarà dedicato al tema del disorientamento e alla crisi dei modelli orientativi contemporanei. Sempre in doppia lingua - italiano e inglese - vedrà la partecipazione di teorici, critici, designer, fotografi, artisti ed illustratori, privilegiando un punto di vista multidisciplinare al problema.&lt;br/&gt;Il numero uscirà il 18 aprile, nel frattempo la ricerca sul disorientamento è documentata sull’archivio online &lt;a href="http://disorientation-archive.tumblr.com/" target="_blank"&gt;An Archive For Disorientation&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;─ &lt;/strong&gt;Contributi: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Art is Open Source, Ruedi Baur, Bavo, Cantiere per Pratiche Non Affermative, Piera Chiuppani, DetroitUrbex, Hal Foster, Foundland, René König, Letra, Silvio Lorusso and Sebastian Schmieg, Enrico Manera, Michele Metelli, Yana Milev, Filippo Minelli, Sosaku Myiazaki, Bruno 9li, Serena Osti, Merijn Oudenampsen, Paolo Patelli, Daniela Piscitelli, Marco Quaggiotto, Wolfgang Scheppe, Pavel Maria Smejkal, Société Réaliste, Utilità Manifesta, Müge Yilmaz, Evert Ypma. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;─&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Krisis | Orientation &lt;a href="http://www.indiegogo.com/projects/krisis-orientation?website_name=krisis-orientation" target="_blank"&gt;Campaign&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Krisis Magazine &lt;a href="https://www.facebook.com/krisismagazine" target="_blank"&gt;Facebook Fanpage&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Carta bianca a&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;è una rubrica, uno spazio libero, una zona franca in cui editori e autori raccontano in prima persona il loro progetto editoriale.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.thisisnotpaper.it/post/45187476802</link><guid>http://www.thisisnotpaper.it/post/45187476802</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2013 14:30:00 +0100</pubDate><category>Focus</category><category>Magazines</category></item></channel></rss>
